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Sembra assurdo ma queste inutili pagine sono state viste da

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

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Free Burma
domenica, 19 aprile 2009

Il grande dittatore - Chaplin, 1940 



Link al video nella versione originale in inglese
Mi dispiace, ma io non voglio fare l'imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, ne' conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l'abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.
L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono io dico: non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.
L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un'anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui!
Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: "il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo", non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perchè rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!
postato da: bloggale alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: politica, cinema, militari
Free Burma
lunedì, 01 ottobre 2007

La Maddalena 

Un primo passo verso la libertà.
Un altro pezzo di Sardegna si libera dal giogo della servitù militare. 
Ma ancora siamo lontani dall'essere un'isola di Pace, le aree ancora in mano dei militari sono tantissime. Pensare che nella mia isola ci siano le fabbriche della morte, dove uomini privi di cervello si adoperano per inventare nuovi modi per ammazzarne degli altri (un esempio per tutti: La Vitrociset di Villaputzu Perdasdefogu cos'è? Non è una fabbrica di giocattoli, tra le tante attività sono maestri nell'elettronica industriale destinata alla difesa, puntamenti laser, logistica..., guardate che bellina l'immagine, fa molto famiglia italiana, vero?).

morte

La strada è ancora lunga, bisogna garantire uno sviluppo sostenibile delle aree militari dismesse, ma non può essere quello economico un pretesto per stare con le mani in mano.
Qualcuno, per un'idea di libertà, sta sfidando un regime dittatoriale.
Noi?
Tanti blog si sono vestiti di Rosso per sostenere la lotta nonviolenta dei monaci birmani. La nostra lotta nonviolenta deve ancora cominciare, e non abbiamo una dittatura da fronteggiare, ma una democrazia da svegliare. Molto più semplice.
Free Burma & Sardegna Libera?

..ma ora godiamoci La Maddalena!

postato da: bloggale alle ore 10:47 | link | commenti (5)
categorie: politica, nonviolenza, sardegna, militari