Il mio viaggio

... in compagnia

Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

Ungaretti, L'Allegria
14 febbraio 1917

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libera
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..curioso

Sembra assurdo ma queste inutili pagine sono state viste da

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

I Folli autori:

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orvuĂ ........

Free Burma
giovedì, 26 novembre 2009

Discorsi da bar 

Il sole sorge ad est, come quello di ieri e, forse, di domani. Le giornate s'accorciano, si sfreddano, si seccano nell'aridità mediterranea che brucia i terreni e prepara le alluvioni. Il governo parla, denuncia inventa. I magistrati, estremisti oppositori, processano politici golpisti,
il parlamento non autorizza a procedere, Cosentino come d'Alema, si gode l'impunità da poltrona.
Le promesse di tagli all'IRAP; IRPEF e cedolare sugli affitti saltano, nessun regalo di natale, tante parole, tanti coglioni che credono ancora alle parole.
Parlamentari, come Schifani, fuggono dietro alle loro cariche, come un tempo Cuffaro, ed ora il sottosegretario all'economia, nonostante siano invischiati in processi "mafiosi".
Magistrati golpisti!
e poi..
aumentano gli inceneritori, o forse solo il loro finanziamento
aumenta il costo dell'aliga a Cagliari .. e non si sa che fine faccia la differenziata
sparisce il buono per i libri scolastici alle famiglie povere
i ministri si giocano le finanze a testa o croce (ma la loro croce è Tremonti, susunco più dei seuesi)
il primo ministro risponde obbedisco! ad Obama, novello nobel per la pace, che gli chiede carne da macello per l'Afghanistan (e noi piangeremo ancora i nostri morti, loro piangeranno i morti afgani e gli altri piangeranno quelli americani)
i processi svaniranno, metteranno direttamente in carcere noi diversi, gli unici per cui la legge sarà uguale per tutti, tutti loro si intende, saranno i parlamentari.
un giorno come un altro, il sole stasera tramonterà, scenderanno le tenebre e noi andremmo, placidi, a dormire.

orvuà


àiga
, nf: alga, àlgia, àlica, àliga, arga totu su chi est de fuliare, fintzas cosa chi si narat a impróveru, a innóriu a unu ; in italiano immondezza (vedi su Ditzionariu)
susúncu, agt, nm chi o chie est de manu afissa meda, malu a dare; in italiano avaro

(mi perdonino i seuesi, da cui anche discendo, ma è un luogo comune la loro "avarizia", dettata dall'invidia della loro intraprendenza imprenditoriale che li ha fatti sbarcare a Cagliari, nel dopoguerra, per conquistare gli angoli degli isolati cittadini coi loro bar).. un saluto all'ormai ex V elementare, ormai prima media, di Seui, che l'anno scorso fece con me e Juri Orrù un bellisimo spettacolo " Il vestito nuovo dell'imperatore"
postato da: bloggale alle ore 08:59 | link | commenti
categorie: elucubrazioni
Free Burma
giovedì, 23 luglio 2009

Napolitano, Di Pietro e la democrazia 

E' veramente stancante seguire le vicissitudini della nostra politica, talmente sono ipocriti, talmente sono insulse le dichiarazioni. Non parlerei del primo ministro che va a puttane, certo involontariamente, e che  riesce con una butade, "non sono un santo", ad accattivarsi le simpatie dei maschilisti e delle galline del bello e impossibile.
Ma quel che mi ferisce è la banalità del livello di comunicazione tra i politici e gli elettori. L'incapacità di capire che il dialogo e la partecipaziona sono alla base della democrazia. Che il diritto di parola, il diritto di opposizione anche dura, verso ogni legge, ogni affermazione, ogni dichiarazione è indiscutibile. Sempre più spesso l'espressione del proprio credo, della propria idea diversa dal gregge viene tacciato di ribellione, rivoluzione, scorrettezza, offesa. Mi ricorda l'atteggiamento di una componente un gruppo di artisti che dopo aver maltrattato per un anno i suoi colleghi, umiliandoli con la sua negatività e i suoi taciti rimproveri, alla reazione scomposta dei colleghi ha risposto fuggendo e asserendo che i termini del conflitto erano andati oltre il dignitoso. (ma lo sai cos'è la dignità tu?)
Questa domanda la farei a Napolitano, alla finta opposizione da operetta, ai partiti di governo, a tutti voi che blaterate contro il primo ministro di turno per sentito dire, ma poi nel vostro piccolo siete mafiosi. Perchè lo so che non c'è nessuno di voi che di fronte al proprio interesse non sia disposto a vendersi, con tanti alibi certo.
Ma sempre prostituzione dei propri ideali è!
Ora Napolitano ha firmato una legge "criticandola". Nei suoi compiti istituzionali c'è la possibilità di rinviare la legge al parlamento perchè incostituzionale, non di accettarla con una letterina di rimprovero.
Di Pietro (che perseguirà anche i suoi fini, ma che è uno dei pochi parlamentari che agisce con una progettualità quasi coerente, quasi) critica la decisione del presidente.
Napolitano risponde con una lettera delirante, una lettera in cui in sostanza chiede uno "spirito di apertura". Insomma vorrebbe anche lui, come tutti quei baronetti in parlamento, non ricevere critica alcuna.
DI Pietro risponde asserendo la sua libertà di opposizione (LIBERTA' DI OPINIONE SACROSANTA CONTRO QUALSIASI OPINIONE O CARICA ISTITUZIONALE), e la scorrettezza delle denuncie.
L'opposizione attuale (l'aborto di partito PD) difende il capo dello stato.

Questa mia confusa denuncia solo per dire che la Democrazia è un fondamento che non può essere solo formale ma anche sostanziale. Il coraggio delle proprie idee (non sparate a vanvera solo per fare polemica  opposizione, come accade nel parlamento ma anche nella vita reale, vedi esempio del gruppo di artisti) è intoccabile. E' vero, non vorrei contraddirmi, le si può sparare a vanvera le proprie idee, ma non è detto che vengano ascoltate e soprattutto non possono essere censurate.
Abbiamo il coraggio delle nostre idee!
Abbiamo il coraggio di andare contro ai nostri interessi se secondari al bene pubblico!
Lottiamo strenuamente perchè il debole abbia giustizia, perchè il forte rispetti le leggi, perchè l'uomo, di qualsiasi uomo si tratti, possa vivere dignitosamente.
Solo così possiamo capire che la libertà di espressione è un diritto di tutti, non solo di chi va a puttane nei palazzi di potere o della sua presunta opposizione.
Solo così i diritti diventano uguali per tutti.
Solo così possiamo scoprire che non esistono confini di stato.
Solo così possiamo capire che abbiamo molto di più di quel che ci serve e condividerlo con altri non può che renderci felici. E se questi altri hanno una lingua diversa, un colore diverso, un'idea diversa, arricchiamoci delle nostre diversità, abbiamo il coraggio di affrontare le nostre intolleranze!

UOMINI E DONNE! In nome della democrazia, UNIAMOCI TUTTI!

postato da: bloggale alle ore 08:54 | link | commenti (1)
categorie: politica, elucubrazioni, giustizia, gay , razzismo, attualitĂ , libertĂ , prostituzione, mafie
Free Burma
mercoledì, 07 novembre 2007

I Banchieri! 

Finalmente un sondaggio significativo!

grafici...e come diceva il saggio Fabrizio De André: "Non ho mai conosciuto uno Zingaro che rubasse attraverso le Banche"...
postato da: klapka alle ore 17:28 | link | commenti (1)
categorie: politica, elucubrazioni, razzismo, mafie
Free Burma
mercoledì, 24 maggio 2006

4quarti 





UNO

Il suo sguardo. Seduta sulla poltrona della camera da letto, illuminata solo dalla televisione. Sullo schermo un film muto. In bianco e nero. Nello schermo un uomo e una donna parlano tra loro, con gesti forti, decisi. Ogni tanto, uno schermo nero con dei testi.
Le parole, i discorsi tra loro.
Il suo sguardo. Dalla poltrona non un suono, non una frase. Nell’aria una canzone, francese. Parla di popoli e fabbriche, di lotte e di brugole, di strade su cui si affacciano imponenti edifici di multinazionali coinvolte. Parla di uomini e donne che lavorano in ambienti asettici per produrre meglio. Parla di vite. Parla.
Il suo sguardo. Il suo viso. Silenzioso, come ad usare il silenzio per coprirmi di colpe, per attaccarmi e sfinirmi. Il suo viso, cupo, troppo stremato per continuare a straziarmi. La resa dei conti. Immobile nel suo guscio, caldo ed accogliente, mi osserva. In silenzio la osservo. E taccio. Non un minuto, non un secondo ma un’eternità in questa posizione. In questa situazione.
Si sente il suo respiro. Troppo affannato per essere nascosto, troppa rabbia per essere contenuta. Così lancia le sue accuse. Passano veloci e taglienti vicino alle braccia. Sento l’aria muoversi attorno, e vibrare per ogni colpa assegnata.
Non un movimento, nessuna risposta viene fuori, solo silenzio.

DUE
Nella camera entra una persona, dalla porta aperta dietro di me.
È la stessa persona che siede sulla poltrona. Entra e si muove nella stanza come se fosse vuota. Si avvicina al letto e prima di sdraiarsi toglie uno ad uno i libri aperti che si trovano sopra il letto. Li chiude, e li mette in ordine alfabetico nella libreria sul muro. Quindi si corica. Cambia canale.
Il suo sguardo accusatore continua a perseguitarmi. Non riesco comunque a sfuggire alle sue accuse. Comprendo e condivido.
La Lei che si trova nel letto si addormenta. Qualche piccola lacrima sembra attraversarle le guance. Sogna. Io ancora in piedi al centro della stanza. La prima Lei sempre seduta sulla poltrona intenta a fissarmi con il suo sguardo accusatore.

TRE
Urla e rumore di oggetti rotti provengono dalla camera alle mie spalle. Non mi volto. Continuo a guardare il pavimento di fronte alla prima Lei. La seconda Lei continua a dormire. La terza Lei entra nella stanza dopo aver distrutto innumerevoli piccoli oggetti nella camera attigua. Grida contro di me. Non mi vede, come se fossi trasparente. Urla imbestialita contro quello che sono, il mio comportamento, la mia assenza.
Si avvicina alla libreria e lancia i libri per la stanza. Le pagine aperte a caso, in giro nella stanza. Ancora irritata, la terza Lei esce dalla stanza sbattendo la porta.

QUATTRO
La quarta Lei entra nella camera in compagnia. Entra con un giovane. Si sdraiano nel letto, vicino alla prima Lei. Sempre vicini, e in silenzio, si amano. La prima Lei si comporta come se nulla di tutto questo la interessasse. Mi guarda. In silenzio. La seconda Lei continua a dormire indisturbata. Il cuscino ha ormai assorbito quella che sembrava una lacrima che     lenta attraversava il suo viso. La terza Lei è uscita.
postato da: utu alle ore 17:56 | link | commenti (1)
categorie: elucubrazioni