Il mio viaggio

... in compagnia

Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

Ungaretti, L'Allegria
14 febbraio 1917

Provate qui

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Il Fotografo
Lettera 22
piccolaSì
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Talib

libera
banche armate
toghe libere

..curioso

Sembra assurdo ma queste inutili pagine sono state viste da

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

I Folli autori:

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orvuĂ ........

Free Burma
sabato, 08 agosto 2009

Angelo Littarru 

MOSTRA DI PITTURA
di
ANGELO LITTARRU
VILLAPERUCCIO



ESPOSIZIONE PRESSO "LA TORRE" - CALASETTA
Dal 08 al 14 agosto 2009 dalle ore 21.00 alle 1.00
postato da: bloggale alle ore 21:23 | link | commenti (1)
categorie: arte
Free Burma
domenica, 21 ottobre 2007

Aligi Sassu 

Aligi Sassu è il colore. Della Sardegna, del mondo, dell’anima. È il rosso.È il giallo della canicola bruciante sui fichi d’India nel Sulcis e della luce confusa tra i corpi dei partigiani morti ammazzati. È il verde sulla bandiera dei Saraceni conquistatori e di un cavallo immaginato. È il bianco della schiuma del mare e degli abiti femminili nei caffè parigini. È il nero dentro le miniere e della notte sopra Chicago. Allora il nero diventa una voce che canta il blues, catartico come l’oceano e come il cielo di Spagna e di Sardegna.
(tratto da Aligi Sassu, a cura di Simona Campus, Nuoro 2005, Ilisso ed. pdf )

Un'opera del periodo "futurista" di Aligi Sassu

Aligi Sassu - Pugilatori
Aligi Sassu, Pugilatori, 1929 tempera su cartone

I magnifici Rossi cavalli e cavalieri riprendono un tema a lui caro sviluppato in capolavori  come "Battaglia" del '35 e  "La Grande Battaglia" del '51


Aligi SassuSulle rive dello Scamandro, 1983, tecnica mista su tela

Quest'ultima tela mi è venuta in mente osservando un quadro di Carlo Carra precedente al suo periodo "futurista":

Carlo Carra, Il cavaliere dell'Apocalisse, 1908
postato da: bloggale alle ore 14:14 | link | commenti (2)
categorie: arte, sardegna
Free Burma
sabato, 20 ottobre 2007

Rossa fontana futurista 

Li chiamano Vandali per aver colorato una fontana di rosso.  Ma l'acqua che scorre lava via il sangue dalle ferite.
La dicono un'offesa a Roma
Oddio maleducati!
Finalmente si parla di questo monumento per un atto, innocuo, di protesta, non per patetici tuffi cinematografici. Certo anche gli anonimi "Vandali" fanno sorridere col loro manifesto futurista, ma se loro suscitano il riso, Veltroni, Rutelli e tutti i commentatori indignati fanno piangere con le loro retoriche valutazioni:
(Veltroni dice: "C'è gente che non perde occasione per dimostrare di voler male alla città" moralismo da quattro soldi, ma incalza il Rutelli :" Se fosse già in vigore la legge da me presentata contro il vandalismo [...]avremmo strumenti molto più severi nei confronti di questi delinquenti", se questi sono i delinquenti!).   I più comici (veramente non sono sicuro che siano più ridicoli) sono però i  nostalgici di Fiamma Tricolore che dichiarano:"guardiamo con simpatia a questa iniziativa perchè vuol dire che l'idea futurista è vincente", ma non sparerò sulla Croce Rossa commentando i fiamifferai!  (intanto a Bologna sono stati condannati a 10 mesi senza condizionale dei pericolosissimi graffitari,e il pm Walter Giovannini precede i sopraccitati commentatori romani con un "sono un´offesa alla città di Bologna", ben fatto! mettere dei Vandali in carcere ripulisce le strade ed anche i muri! Ma non hanno altro da fare nei tribunali che riempire le carceri inutilmente? Speriamo almeno che con i nuovi ingressi diventino meno grigie e si riempiano di coloratissimi graffiti).
ritornando alla notizia..
Il futurismo era arte rivoluzionaria, certo, con principi opinabili, e sprecata per propagandare una guerra, ma Arte.
Io, mi tormento nell'eterno dilemma sulla bellezza di memorie che nel loro tempo furono portatrici di morte; come quasi ogni opera d'arte, figlia del potere arrogante, delle dittature, della chiesa o dei ricchi mecenati.


Carlo Carra, Manifestazione interventista, 1914, collage su cartone
postato da: bloggale alle ore 10:30 | link | commenti (2)
categorie: arte, guerra
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martedì, 07 agosto 2007

Botero 

postato da: bloggale alle ore 20:58 | link | commenti
categorie: arte
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giovedì, 19 luglio 2007

Blu 

Blu,  Yves Klein

Yves Klein,  Monochrome bleu, 1960
postato da: bloggale alle ore 10:53 | link | commenti (2)
categorie: colore, arte
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venerdì, 06 luglio 2007

Tolstoj vince il premio Strega 




Il romanzo Vita di M.M. vince il premio Strega 2003 copiando palesemente Guerra e pace del vecchio Lev. L'autrice, il cui nome non citerò per non contribuire alla sua effimera fama, sostiene: "E’ evidente che in forma inconscia è riemerso qualcosa che da anni giaceva nascosto in qualche angolo della mia mente" (lungi da lei l'aver effettuato un mero copia incolla).
La curiosa scoperta è il frutto di una ricerca di Claudia Carmina dell'università di Palermo.
La lettura è uno dei piaceri che gli uominii si possono godere e le scimmie no, ma scoprire che i quattrocento giurati del premio non si siano accorti del plagio fa scivolare il cinismo del lettore medio verso forme biecamente nichiliste (cinismo nichilismo e "biechismo" sono tratti da "Filosofia della mafia dal moderno al contemporaneo").
Da Andy Warhol in poi le citazioni sono diventate sempre più presenti e sempre meno interpretate. Tutto diventa fruibile e possibile. Anche vincere uno dei premi più importanti della letteratura sfruttando un calcolatore elettronico con un programma di scrittura, copiando, incollando con l'unica attenzione di sostituire il nome del personaggio con quello che si ha in mente (anche l'inconscio lascia spazio all'oblio). Il resto lo fanno l'ignoranza dei giurati e la buona fede del lettore che si lascia ammaliare dalla Strega.

postato da: bloggale alle ore 11:19 | link | commenti
categorie: libri, arte
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venerdì, 09 giugno 2006

CONSUMISTI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI! 

Sai che fortuna essere liberi
essere passibili di libertà che sembrano infinite



CONSUMISTI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!
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Hai mai provato a far sorridere un sofficino
a fare il fritto con quell'olio leggero, che ti fa saltare come fossi un canguro?

Hai già pensato a coccolarti con l'ammorbidente,
a guardare l'ora a testa in giù da un pendio
e bere il succo quando l'uomo del monte ha detto sì?

Hai scoperto la cucina più amata,
hai candeggiato senza STRAP la tua bella camicetta,
hai rispettato il PH della tua pelle...neutro...sempre più NEUTRO?

Hai dato il meglio di te con perfette rasature,
l'assorbente profumato igienico e sicuro,
il dopobarba che ti rende più uomo e non devi chiedere...MAI?

E allora guarda e impara...sì,
vieni con me

Ti porterò in un mondo di colori
ti porterò tra soffici sapori
ti insegnerò a parlare e a ragionare
ti insegnerò persino a mangiare
ti insegnerò il modo per non amare

Din-don, chi c'è?
Sono MGZ son venuto per te
dammi la tua anima, è arrugginita
te ne do in cambio una PULITA!

Din-don, che fai?
Ti offro un rimedio per i tuoi guai
dammi il tuo cervello, è molto stanco
dopo la cura sarà tutto BIANCO!

Hai già raccolto lo yogurt fresco dai rami dell'albero in giardino
hai già bevuto la birra che fa ricominciare la tua vita da capo?

Hai pagato la bolletta dopo l'1 4 4,
hai mangiato il biscotto che fa verdi le città,
hai sorseggiato il tuo amaro e riscoperto in un bicchiere il gusto PIENO della vita?

Hai controllato i radicali liberi che indeboliscono i tuoi capelli,
hai meditato sul programma Sicurezza per la tua pensione,
hai giocato con il telesuperquiz,
hai comprato a tuo figlio il nuovo videogame,
hai guidato iperveloce con gli air-bag laterali...la sicurezza è TOTALE

Ti porterò in un mondo di colori
ti porterò tra soffici sapori
ti insegnerò a parlare e a ragionare
ti insegnerò persino a mangiare
ti insegnerò il modo per NON amare


"Soffici Sapori" -  Africa Unite
 Album: "In diretta dal sole", 1996

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sai che fortuna essere liberi
essere passibili di libertà che sembrano infinite
e non sapere cosa mettersi mai
dove andare a ballare a chi telefonare...

tratto da "Narko'$" -   CCCP
 Album: "Epica Etica Etnica Pathos"
postato da: utu alle ore 14:56 | link | commenti
categorie: musica, arte
Free Burma
martedì, 30 maggio 2006

Collodi , I racconti delle fate 

Sa Teula Sarda


Avvertenza
Nel voltare in italiano i Racconti delle fate m'ingegnai, per quanto era in me, di serbarmi fedele al testo francese. Parafrasarli a mano libera mi sarebbe parso un mezzo sacrilegio. A ogni modo, qua e là mi feci lecite alcune leggerissime varianti, sia di vocabolo, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire: e questo ho voluto notare qui di principio, a scanso di commenti, di atti subitanei di stupefazione e di scrupoli grammaticali o di vocabolario.
Peccato confessato, mezzo perdonato: e così sia.

C. COLLODI

Le Fate
di Carlo Collodi


C'era una volta una vedova che aveva due figliuole. La maggiore somigliava tutta alla mamma, di lineamenti e di carattere, e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano tanto antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era impossibile addirittura. La più giovane invece, per la dolcezza dei modi e per la bontà del cuore, era tutta il ritratto del suo babbo... e tanto bella poi, tanto bella, che non si sarebbe trovata l'eguale. E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella madre andava pazza per la figliuola maggiore; e sentiva per quell'altra un'avversione, una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.
Fra le altre cose, bisognava che quella povera ragazza andasse due volte al giorno ad attingere acqua a una fontana distante più d'un miglio e mezzo, e ne riportasse una brocca piena.
Un giorno, mentre stava appunto lì alla fonte, le apparve accanto una povera vecchia che la pregò in carità di darle da bere.
"Ma volentieri, nonnina mia..." rispose la bella fanciulla "aspettate; vi sciacquo la brocca..."
E subito dette alla mezzina una bella risciacquata, la riempì di acqua fresca, e gliela presentò sostenendola in alto con le sue proprie mani, affinché la vecchiarella bevesse con tutto il suo comodo.
Quand'ebbe bevuto, disse la nonnina:
"Tu sei tanto bella, quanto buona e quanto per benino, figliuola mia, che non posso fare a meno di lasciarti un dono".
Quella era una Fata, che aveva preso la forma di una povera vecchia di campagna per vedere fin dove arrivava la bontà della giovinetta. E continuò:
"Ti do per dono che ad ogni parola che pronunzierai ti esca di bocca o un fiore o una pietra preziosa".
La ragazza arrivò a casa con la brocca piena, qualche minuto più tardi; la mamma le fece un baccano del diavolo per quel piccolo ritardo.
"Mamma, abbi pazienza, ti domando scusa...", disse la figliuola tutta umile, e intanto che parlava le uscirono di bocca due rose, due perle e due brillanti grossi.
"Ma che roba è questa!...", esclamò la madre stupefatta, "sbaglio o tu sputi perle e brillanti!... O come mai, figlia mia?..."
Era la prima volta in tutta la sua vita che la chiamava così, e in tono affettuoso. La fanciulla raccontò ingenuamente quel che le era accaduto alla fontana; e durante il racconto, figuratevi i rubini e i topazi che le caddero già dalla bocca!
"Oh, che fortuna...", disse la madre, "bisogna che ci mandi subito anche quest'altra. Senti, Cecchina, guarda che cosa esce dalla bocca della tua sorella quando parla. Ti piacerebbe avere anche per te lo stesso dono?... Basta che tu vada alla fonte; e se una vecchia ti chiede da bere, daglielo con buona maniera."
"E non ci mancherebbe altro!...", rispose quella sbadata. "Andare alla fontana ora!"
"Ti dico che tu ci vada... e subito", gridò la mamma.
Brontolò, brontolò; ma brontolando prese la strada portando con sé la più bella fiasca d'argento che fosse in casa. La superbia, capite, e l'infingardaggine!... Appena arrivata alla fonte, eccoti apparire una gran signora vestita magnificamente, che le chiede un sorso d'acqua. Era la medesima Fata apparsa poco prima a quell'altra sorella; ma aveva preso l'aspetto e il vestiario di una principessa, per vedere fino a quale punto giungeva la malcreanza di quella pettegola.
"O sta' a vedere...", rispose la superba, "che son venuta qui per dar da bere a voi!... Sicuro!... per abbeverare vostra Signora, non per altro!... Guardate, se avete sete, la fonte eccola lì."
"Avete poca educazione, ragazza...", rispose la Fata senza adirarsi punto, "e giacché siete così sgarbata, vi do per dono che ad ogni parola pronunziata da voi vi esca di bocca un rospo o una serpe."
Appena la mammina la vide tornare da lontano, le gridò a piena gola:
"Dunque, Cecchina, com'è andata?".
"Non mi seccate, mamma!...", replicò la monella; e sputò due vipere e due rospacci.
"O Dio!... che vedo!...", esclamò la madre. "La colpa deve essere tutta di tua sorella, ma me la pagherà..."
E si mosse per picchiarla. Quella povera figliuola fuggì via di rincorsa e andò a rifugiarsi nella foresta vicina.
Il figliuolo del Re che ritornava da caccia la incontrò per un viottolo, e vedendola così bella, le domandò che cosa faceva in quel luogo sola sola, e perché piangeva tanto.
"La mamma...", disse lei, "m'ha mandato via di casa e mi voleva picchiare..."
Il figliuolo del Re, che vide uscire da quella bocchina cinque o sei perle e altrettanti brillanti, la pregò di raccontare come mai era possibile una cosa tanto meravigliosa. E la ragazza raccontò per filo e per segno tutto quello che le era accaduto.
Il Principe reale se ne innamorò subito e considerando che il dono della Fata valeva più di qualunque grossa dote che potesse avere un'altra donna, la condusse senz'altro al palazzo del Re suo padre e se la sposò.
Quell'altra sorella frattanto si fece talmente odiare da tutti, che sua madre stessa la cacciò via di casa; e la disgraziata dopo aver corso invano cercando chi acconsentisse a riceverla andò a morire sul confine del bosco.

MORALE

Gli smeraldi, le perle, ed i diamanti
Abbaglian gli occhi col vivo splendore;
Ma le dolci parole e i dolci pianti
Hanno spesso più forza e più valore.

ALTRA MORALE

La cortesia che le bell'alme accende,
Costa talora acerbi affanni e pene;
Ma presto o tardi la virtù risplende,
E quando men ci pensa il premio ottiene.

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categorie: arte
Free Burma
martedì, 02 maggio 2006

Sa limba 

murales

I murales di Orgosolo(NU)

Ogni volta che muore una parola si spegne una stella". Quando muore una lingua si oscura un cielo. Oggi nel mondo ci son seimila lingue: tremila spariranno nel giro di trent'anni. Muoiono le parole, i proverbi, le metafore che per secoli un popolo ha usato per amare, lavorare, comunicare. Muore persino quella parte del sentimento e della ragione che solo quella lingua incorpora in una specificità secolare e intraducibile.

Tace una voce che ha cantato la nascita e la morte. Parole sussurrate nella promessa d'amore, parole strozzate nel momento dell'agonia.
Mutos e attitos, saluti e preghiere, maledizioni e auguri.
La lingua esprime, definisce una visione della vita.(..)
L'industria è arrivata col proposito di sradicare lingua e cultura locale.
Il turismo non parla in sardo le coste smeraldine o paradise o turchesi.
In definitiva noi sardi non abbiamo parlato nella nostra vita il processo di trasformazione.
E ciò non è stato senza conseguenze.
E' stato detto che la lingua sarda non era capace di parlare la modernizzazione, perchè lingua legata a una economia e a una cultura agropastorale, mineraria e bottegaia.
E invece ogni lingua ha una potenzialità sufficiente a parlare qualunque processo storico di innovazione, basta che vi sia la volontà politica e intellettuale di garantirne e promuoverne l'uso sociale.
Da Lettera a un giovane sardo di Bachisio Bandinu
postato da: klapka alle ore 12:37 | link | commenti (2)
categorie: parole, arte
Free Burma
venerdì, 14 aprile 2006

Claude Monet 

"Nelle grandi democrazie europee quando un governo ha un voto di scarto, se un deputato della maggioranza si sente male l’opposizione ne fa uscire uno dei suoi. Così funziona la democrazia."  D'Alema, intervista sul Corriere della Sera

Houses of Parliament, 1905
Monet, Houses of Parliament, 1905. credits
postato da: bloggale alle ore 13:39 | link | commenti
categorie: arte