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Ungaretti, L'Allegria
14 febbraio 1917

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

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venerdì, 10 febbraio 2006

Flavio Soriga 

Neropioggia - Flavio SorigaNeropioggia

Donne
[…] Eccole qua le nostre signore, le ultime della nazione a fregarsene di creme e diete, a farsi un vanto del mangiare molto, a credere nell’importanza dei fianchi grossi a vedere la bellezza con diffidenza, testarde nello sposarsi adolescenti, nel farsi schiave dei mariti e poi dei figli e delle madri e delle suocere – aveva il malanimo quella mattina Marta Deiana, svegliata presto dal cattivo tempo e dal mal di testa, guardava l’agitarsi delle mani sui banconi i soldi cavati dai vecchi borselli stretti contro le gonne – Le ultime donne della nazione a non avere sogni, neppure di quelli da telenovelas, neppure sogni sbagliati, neppure di farsi rapire da un principe-camionista o da chiunque altro, nessun sogno nessuna dieta, donne di Nuraiò che il cielo vi aiuti e che il Paradiso ci sia davvero, che non vi sia tolto anche quello […]
 
Il sogno
[…] La donna si voltò e fissò la strada le case gli orti, si sporse in fuori, si diede lo slancio e in un niente fu in aria, Crissanti credette di vederla, tutta bianca e altissima, il viso sorridente, volare verso la campagna e le serre, il fiume asciugato dai capricci della diga, i pesci agonizzanti nelle pozze, le anguille sparite lo stagno asciugato, i terreni avvelenati dalla chimica ingorda, Crissanti vedeva tutto, la strega a gambe larghe sopra la striscia d’asfalto, le macchine lucenti, i ragazzi di ritorno dalla città nobile e ricca, indaffarata anche a quell’ora, vide il palazzo bianco del comune sotto la pancia della strega e lì di fronte il porto, due pescatori con la barba di spine, labbra morsicate dal sole, pance gonfiate dal vino, tre puttane d’Africa povera, quattro ragazzi macilenti e le loro crosticine sulle braccia e tra le dita dei piedi, e più su le torri, a guardare torve il mare e i Moriscos, e ancora il Castello, i palazzi nobilissimi scrostati dal sale, dal tempo e dalla lontananza dei padroni persi nelle ville del litorale, e poi ancora volò la strega verso la bianca fortezza senza grazia né gioia, carica di lamenti e sbarre, fucili e odio, la gabbia dei vinti dove si dannano i cattivi, dove muoiono di freddo e rimpianti i diavoli senza scampo, gli omicidi e i ladroni e i truffatori e i puttanieri e i senza sorte, i maledetti, la strega vola dentro la cella di Efisietto e gli bacia i piedi sporchi, gli canta la filastrocca, Ommini mau as’a morri impiccau, uomo cattivo morirai impiccato, gli soffia nell’orecchio alito di rimpianti e accuse, […]
 
Le sofferenze
[…] Zio Luciano diventato un’immagine di tutti, la foto sui giornali, il suo sorriso cattivo alla tv, l’intervista al giornalista romano, Non ho mai fatto male a nessuno, mai un uomo ha sofferto fisicamente per mano mia o dei miei amici, mai – quello che lo fissa si chiede se scherza, se mente per difendersi, vede convinzione sicurezza lucidità, E la prigionia, insiste, Non è sofferenza quella? Anche la fame, anche stare nei boschi a portare pecore per due soldi, anche la giustizia che ci da colpevoli in anticipo, anche le perquisizioni a casa di mia madre che non c’entra niente, anche il monte che ci vogliono recintare per farne il loro parco, anche il talco respirato in miniera a Orani, anche queste sono sofferenze , sofferenze di tutti, del popolo che non ha voce e non ha forza, ci ha mai pensato? E i ragazzi nostri a pulire i cessi per due soldi in Costa Smeralda, e le spiagge nostre recintate dai Villaggi, e la gente di Sarroch uccisa dal petrolio dei milanesi, qualcuno va in galera per tutto questo? Ché se pagano noi li lasciamo in due giorni, sani come prima, una gita in montagna si fanno, niente di più, ché tutto questo casino lo fate tanto per riempire pagine, voi dei giornali, il paese dei banditi, ma dove! Gente per bene, qui, fate i conti dei laureati, dei libri presi in biblioteca, di altre cose dovremmo parlare, un teatro costruiteci, una piscina, una scuola fatta bene, che ci tocca d’arrivare in città. […]
postato da: klapka alle ore 09:22 | link | commenti
categorie: libri

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