Il mio viaggio

... in compagnia

Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

Ungaretti, L'Allegria
14 febbraio 1917

Provate qui

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..curioso

Sembra assurdo ma queste inutili pagine sono state viste da

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

I Folli autori:

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orvuĂ ........

Free Burma
lunedì, 22 giugno 2009

Giornalismo e veritĂ  

Il Corriere della Sera online pubblica una lettera aperta di Cossiga al primo Ministro. La taglia, senza evidenziare che quella pubblicata è una riduzione (di oltre un terzo). La lettera in forma più estesa è pubblicata dal Rainews24.

Nel crogiuolo di falsità dei media è una goccia d'acqua. Per me è la conferma dell'assenza totale di onestà e informazione pulita nel giornalismo italiano.
postato da: bloggale alle ore 13:23 | link | commenti
categorie: attualitĂ , prostituzione
Free Burma
mercoledì, 10 giugno 2009

La vita segreta - diretto da Pierfranco Zappareddu 



Teatro. Sono andato a teatro. La mia ignoranza mi porta a conoscere, cercare, capire. Ieri ho visto "La vita segreta" diretto da Pierfranco Zappareddu, definito dai più il guru del teatro in Sardegna, figlio e profeta del "terzo teatro" nell'isola.
Non ho capito. Ho provato, ho cercato, ho annaspato nel buio di una sala afosa. Ho visto un'opera impura, crogiuolo di stratagemmi visivi e sonori, povera di corpi vivi, ricca di estetismi vuoti e sterili.
Ho cercato e non ho trovato.
Un suono martellante penetrava nel mio cervello senza costruire, senza indirizzare, ma soprattutto senza smuovere. Come una serata in discoteca ho sentito i miei timpani risuonare e il mio cervello dormire. Suoni dissonanti con le immagini, quelle sul palcoscenico casuali, disordinatamente oniriche, quelle sullo schermo ricche di stimoli confusi, luoghi comuni dell'arte che vuole stupire come fine.
Non ho mai amato il suono che indirizza l'animo, l'ho sempre accettato. Ma nello spettacolo di Zappareddu il suono pareva slegato dai movimenti sincopati degli attori. Tante storie, incomprensibili, slegate o legate da fili labili, impercettibili, invisibili e inudibili. Attori che seppur con impegno (riconoscimento indiscutibile anche dopo un pessimo spettacolo) vagavano senza una meta visibile. Spesso privi di energia, spesso accademici, a volte fragili personaggi e distratti attori.
Mi sento un feto a teatro, rischio di diventare un aborto, consapevole.
Estetica. Uno strumento, affascinante, intellettuale, colto, creativo, spettacolare, stupefacente. Ma pur sempre uno strumento. Zappareddu forse vorrebbe far parlare l'anima attraverso i corpi, i suoni, le immagini, invece ci offre un opera impura, confusamente dispersa negli stimoli incoerenti delle diverse tecniche rappresentative.
Tanti stimoli, tante icone, ognuna delle quali fine a se stessa all'occhio di un osservatore inesperto ma attento. Lo strumento che diventa il fine, manca il contenuto. E come uscendo da una discoteca restiamo impressionati da una luce, da una danza sinuosa e sensuale, così qualcuno confonderà le immagini impressionatesi ieri nella mente come un messaggio, come la riuscita di un'operazione invece distratta e inconcludente.

Ieri il pubblico ingrato non ha capito, un fiasco. Dal basso si vedono meglio le stelle, è questo l'augurio per chi ha lavorato strenuamente a questo spettacolo, ma anche per noi, che vorremmo poter godere andando a teatro anche solo nell'isola.
postato da: bloggale alle ore 11:48 | link | commenti (6)
categorie: teatro
Free Burma
lunedì, 08 giugno 2009

 

postato da: bloggale alle ore 14:15 | link | commenti
categorie: fotografia