Il romanzo Vita di M.M. vince il premio Strega 2003 copiando palesemente
Guerra e pace del vecchio Lev. L'autrice, il cui nome non citerò per non contribuire alla sua effimera fama, sostiene: "E’ evidente che in forma inconscia è
riemerso qualcosa che da anni giaceva nascosto in qualche angolo della mia mente" (
lungi da lei l'aver effettuato un mero copia incolla).
La curiosa scoperta è il frutto di una ricerca di
Claudia Carmina dell'università di Palermo.
La lettura è uno dei piaceri che gli uominii si possono godere e le scimmie no, ma scoprire che i quattrocento giurati del premio non si siano accorti del plagio fa scivolare il cinismo del lettore medio verso forme biecamente nichiliste (cinismo nichilismo e "biechismo" sono tratti da "Filosofia della mafia dal moderno al contemporaneo").
Da Andy Warhol in poi le citazioni sono diventate sempre più presenti e sempre meno interpretate. Tutto diventa fruibile e possibile. Anche vincere uno dei premi più importanti della letteratura sfruttando un calcolatore elettronico con un programma di scrittura, copiando, incollando con l'unica attenzione di sostituire il nome del personaggio con quello che si ha in mente (anche l'inconscio lascia spazio all'oblio). Il resto lo fanno l'ignoranza dei giurati e la buona fede del lettore che si lascia ammaliare dalla Strega.