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..curioso

Sembra assurdo ma queste inutili pagine sono state viste da

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curiosi, alcuni di voi hanno cercato l'impossibile,dal sesso ai chirotteri, gli altri, i pochi che superano i cinque secondi di permanenza, risollevano le nostre speranze di fornire un servizio, mah che dirvi?
grazie!

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orvuà........

Free Burma
lunedì, 22 giugno 2009

Giornalismo e verità 

Il Corriere della Sera online pubblica una lettera aperta di Cossiga al primo Ministro. La taglia, senza evidenziare che quella pubblicata è una riduzione (di oltre un terzo). La lettera in forma più estesa è pubblicata dal Rainews24.

Nel crogiuolo di falsità dei media è una goccia d'acqua. Per me è la conferma dell'assenza totale di onestà e informazione pulita nel giornalismo italiano.
postato da: bloggale alle ore 13:23 | link | commenti
categorie: attualità, prostituzione
Free Burma
mercoledì, 10 giugno 2009

La vita segreta - diretto da Pierfranco Zappareddu 



Teatro. Sono andato a teatro. La mia ignoranza mi porta a conoscere, cercare, capire. Ieri ho visto "La vita segreta" diretto da Pierfranco Zappareddu, definito dai più il guru del teatro in Sardegna, figlio e profeta del "terzo teatro" nell'isola.
Non ho capito. Ho provato, ho cercato, ho annaspato nel buio di una sala afosa. Ho visto un'opera impura, crogiuolo di stratagemmi visivi e sonori, povera di corpi vivi, ricca di estetismi vuoti e sterili.
Ho cercato e non ho trovato.
Un suono martellante penetrava nel mio cervello senza costruire, senza indirizzare, ma soprattutto senza smuovere. Come una serata in discoteca ho sentito i miei timpani risuonare e il mio cervello dormire. Suoni dissonanti con le immagini, quelle sul palcoscenico casuali, disordinatamente oniriche, quelle sullo schermo ricche di stimoli confusi, luoghi comuni dell'arte che vuole stupire come fine.
Non ho mai amato il suono che indirizza l'animo, l'ho sempre accettato. Ma nello spettacolo di Zappareddu il suono pareva slegato dai movimenti sincopati degli attori. Tante storie, incomprensibili, slegate o legate da fili labili, impercettibili, invisibili e inudibili. Attori che seppur con impegno (riconoscimento indiscutibile anche dopo un pessimo spettacolo) vagavano senza una meta visibile. Spesso privi di energia, spesso accademici, a volte fragili personaggi e distratti attori.
Mi sento un feto a teatro, rischio di diventare un aborto, consapevole.
Estetica. Uno strumento, affascinante, intellettuale, colto, creativo, spettacolare, stupefacente. Ma pur sempre uno strumento. Zappareddu forse vorrebbe far parlare l'anima attraverso i corpi, i suoni, le immagini, invece ci offre un opera impura, confusamente dispersa negli stimoli incoerenti delle diverse tecniche rappresentative.
Tanti stimoli, tante icone, ognuna delle quali fine a se stessa all'occhio di un osservatore inesperto ma attento. Lo strumento che diventa il fine, manca il contenuto. E come uscendo da una discoteca restiamo impressionati da una luce, da una danza sinuosa e sensuale, così qualcuno confonderà le immagini impressionatesi ieri nella mente come un messaggio, come la riuscita di un'operazione invece distratta e inconcludente.

Ieri il pubblico ingrato non ha capito, un fiasco. Dal basso si vedono meglio le stelle, è questo l'augurio per chi ha lavorato strenuamente a questo spettacolo, ma anche per noi, che vorremmo poter godere andando a teatro anche solo nell'isola.
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categorie: teatro
Free Burma
lunedì, 08 giugno 2009

 

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categorie: fotografia
Free Burma
martedì, 26 maggio 2009

La Tv e il potere 

Tg1 vergognoso.
Beh, se è vero che hanno aggiunto un simboletto col nome del partito nell'intervista del Presidente del consiglio alla CNN sarebbe un peccatuccio, niente che contrasti con la lottizzazione delle reti pubbliche dei partiti di maggioranza, da sempre avvenuta.
Ma questo mi ha fatto venire in mente che il giorno dopo che il terremoto squassò l'Abruzzo ebbero il coraggio durante il Tg1 delle 13.30 di parlare dell'Audience elevato raggiunto nelle edizioni straordinarie del giorno prima. Qualcosa di così sporco che ancora oggi mi stupisco di come ci si possa prostituire in nome del commercio (anche se dubito che sia stata una operazione immagine riuscita).
Il problema, serio, è che i canali di informazione nazionali sono evidentemente inattendibili e faziosi. Il problema è che siamo troppo comodi nelle nostre poltrone per rinunciare a un'idea di mondo, quella che ci propongono altri, così ben confezionata, che ci rassicura, per la nostra bontà e l'altrui malvagità. Una realtà che mi appare sempre più vicina al film Matrix o al mondo di Tolkien.
L'anello del potere, uno strano oggetto che trasforma in mostro chiunque lo indossi.
Tesssoro.... il mio tessssoro
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categorie: politica, attualità, prostituzione
Free Burma
lunedì, 11 maggio 2009

Eva Cassidy - Over the rainbow 




Somewhere over the rainbow
Da qualche parte sopra l’arcobaleno

Da qualche parte sopra l’arcobaleno
proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto
una volta durante la ninna nanna
da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai fatto,
i sogni diventano davvero realtà

un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
oh perchè, perchè non posso io?

Beh vedo gli alberi del prato e
anche le rose rosse
le guarderò mentre fioriscono
per me e per te
e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”

Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno
mi piace il buio e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”

I colori dell’arcobaleno così belli nel cielo
sono anche sui visi delle persone che passano
vedo degli amici che salutano
dicono “come stai?”
in realtà stanno dicendo “ti voglio bene”
ascolto i pianti dei bambini
e li vedo crescere
impareranno molto di più
di quello che sapremo
e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”

un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l’arcobaleno
ci sono i sogni che hai osato fare,
oh perchè, perchè non posso io?
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categorie: musica, video
Free Burma
domenica, 19 aprile 2009

Il grande dittatore - Chaplin, 1940 



Link al video nella versione originale in inglese
Mi dispiace, ma io non voglio fare l'imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, ne' conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l'abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.
L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono io dico: non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.
L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un'anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui!
Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: "il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo", non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perchè rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!
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categorie: politica, cinema, militari
Free Burma
venerdì, 17 aprile 2009

Natura morta 

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categorie: fotografia
Free Burma
martedì, 31 marzo 2009

La Maestra e il Sesso 

Trovo vergognosa l'attenzione anomala che si sta dando alla denuncia dei genitori per la lezione di sesso in una quinta elementare (repubblica, corriere). I commentatori, evidentemente ignoranti in materia di educazione, evidenziano le caratteristiche ambigue della lezione in maniera sciatta e morbosa. Parlare di sesso nelle scuole, nelle strade, in TV o i qualunque altro luogo dovrebbe essere normale, spontaneo, libero da pregiudizi. Stamane a Radiouno, durante la trasmissione "Ultime da Babele" , il conduttore e Marcello Veneziani sostenevano di ritenere preferibile l'assenza dell'educazione sessuale nelle scuole, lasciando che il desiderio e la spontaneità conducessere gli istinti (nonostante ammettessero la lacunosa assenza della famiglia sul tema). Da educatore ritengo queste posizioni vergognose. L'argomento sesso continua ad essere un tabù pubblico, tranne poi essere sfruttato in pubblicità, film e varietà nel modo più bieco (e sfruttandone proprio la sua misteriosa morbosità). La necessità di riportare al suo senso naturale un tema così stupidamente deviato nei pensieri pudici e repressivi della gente è invece essenziale e impellente. Affrontando l'argomento con adolescenti e preadolescenti (finanche a bambini delle elementari) è evidente il vuoto educativo, l'assenza di una comunicazione limpida, asciutta, chiara che aggiunga informazioni e depuri dalla morbosità. Perchè, se no, i siti pornografici rimangono tutt'oggi tra i più visitati pur non avendo nessuno che ammetta la sua frequentazione?
Ritornando alla maestra e al caso specifico, l'aver esplicitato che il sesso orale viene fatto con la bocca e le manette e i frustini sono dei giochi attorno alla sessualità non può che essere una informazione che spoglia di morbosità e aggiunge nozioni pulite. Perchè nascondere ciò che i bambini scoprono dai pari-età o dai più grandetti fingendo ingenuità o deviando i discorsi. Una piena e chiara sessualità sono parte della vita, le repressioni hanno costruito mostri non uomini casti. Lasciamo allora che i bambini curiosi sappiano che il loro corpo è biologicamente portato ad avere dei desideri, lasciamo che possano avere una cornice entro la quale inserire la scoperta del sesso, lasciamo che non debbano vergognarsi di parlarne in casa o in pubblico. Il rispetto dell'intimità è cosa diversa dall'ignoranza, la conoscenza della forma biologica dell'atto sessuale non sporca il desiderio, non rovina il mistero, sempre nuovo, del sentirsi attratti istintivamente da un altro corpo, non nuoce all'erotismo.
Ecco perchè spero che la maestra non si vergogni del suo insegnamento e sia più forte dell'ignoranza dei Media e del perbenismo dei genitori che l'hanno denunciata.
Nelle nostre case si consumano troppi drammi, senza dover arrivare alla pedofilia, l'incapacità comunicativa tra partners porta spesso a violenze inaudite. Tante donne svolgono e hanno svolto nei letti il "loro dovere" (coniugale o meno) senza poter vivere una sessualità libera, serena e tranquilla. Tante donne si sono sentite diverse, perverse, annullate, respinte, sporcate, svuotate, violentate, insoddisfatte, odiate, maltrattate, ingiuriate solo perchè figlie di una educazione repressiva e vittime di partner carnefici, essi stessi vittime di questa educazione.
Lasciamo che qualcuno sfondi il muro del gretto perbenismo e dell'ignoranza. Parlare di sesso non vuol dire sempre essere volgari.
Non riduciamo il sesso alla stregua della merda.
Così come i nostri bambini sorridono al sentire la parola cacca, tanti di noi ridono a sentir parlare di organi genitali.
Ma vi pare normale? Vorrei avere la libertà di usare la parola pene o vulva senza che i sorrisi si dipingano nelle labbra dei miei interlocutori. Vorrei che si distinguesse l'ironia delle metafore ortofrutticole dall'acquisto delle medesime.
Io non amo le banane per una scelta personale di consumo etico non per una mia presunta inconscia omofobia!
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categorie: scienza, sesso
Free Burma
venerdì, 20 marzo 2009

Geraldo Vandré - Pra não dizer que não falei das flores 



Pra não dizer que não falei das flores

Caminhando e cantando e seguindo a canção
Somos todos iguais braços dados ou não
Nas escolas nas ruas, campos, contruções
Caminhando e cantado e seguindo a canção

Vem vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer

Pelos campos a fome em grandes plantações
Pelas ruas marchando indecisos cordões
Ainda fazem da flor seu mais forte refrão
E acreditam nas flores vencendo o canhão

Vem vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer

Há soldados armados, amados ou não
Quase todos perdidos de armas na mão
Nos quartéis lhes ensinam antiga uma lição: de morrer pela pátria e viver sem razão

Vem vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer

Nas escolas, nas ruas, campos, construções
Somos todos soldados, armados ou não
Caminhando e cantando e seguindo a canção
Somos todos iguais, braços dados ou não
Os amores na mente, as flores no chão
A certeza na frente, a história na mão
Caminhando e cantando e seguindo a canção
Aprendendo e ensinando uma nova lição

Vem vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer

Geraldo Vandré
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categorie: viaggi, poesia, guerra
Free Burma
domenica, 01 marzo 2009

Genchi apre le danze! 

Gioacchino Genchi col coraggio dei giusti mostra agli italiani quello che nessuno vuole far vedere, saremo capaci di sostenerlo, oppure faremo come la stampa che nasconde questa bomba? Spero solo che viva a sufficienza da farci godere lo spettacolo, è non desidero fare lo iettatore, ma ho paura che la sua denuncia lo metta molto a rischio.
Grazie Gioacchino, sono con te.




Il testo dell'intervista:
Intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."
postato da: bloggale alle ore 08:54 | link | commenti
categorie: giustizia, mafie, genchi